Una risorsa (ancora nascosta) per produrre energia

 

Ad oggi, una quota considerevole di emissioni di gas ad effetto serra è rappresentata dal biogas, prodotto dall’allevamento degli animali per la produzione di carne e derivati del latte. Il biogas è una miscela composta principalmente da metano e anidride carbonica, derivato dalla fermentazione in assenza di ossigeno di residui organici animali o vegetali. Se opportunamente utilizzato, rappresenta uno degli esempi più efficaci di economia circolare perché si riesce a produrre materia prima – primariamente energia e CO2 – direttamente dallo scarto, con molteplici benefici in termini ambientali ed economici. Inoltre, se raffinato, il biogas diventa biometano, lo stesso combustibile che si utilizza in ambiente domestico e industriale, tanto da poter essere immesso nella rete nazionale di distribuzione del gas metano.

I vantaggi

Sicuramente avviare un progetto per poter produrre energia elettrica e termica dai residui dell’industria alimentare e dell’agricoltura porta dei significativi vantaggi: gli scarti destinati alla discarica si riducono notevolmente, si può produrre energia elettrica direttamente utilizzabile in azienda, si produce energia termica impiegabile nel ciclo produttivo, si riduce la dipendenza dal gas metano e si risparmia. Un esempio: la tecnologia di raffinazione del biogas è talmente evoluta da essere in grado di produrre biometano e anidride carbonica, quest’ultima impiegabile addirittura nei processi di lavorazione industriale e alimentare!

Autonomia energetica

Le aziende di determinati settori come l’agricolo, lo zootecnico, gli impianti di depurazione e l’alimentare hanno la possibilità di diventare energeticamente autonomi grazie agli scarti di lavorazione del processo produttivo, ma non solo.

Come orientarsi

È chiaro che per trovare un reale supporto su tali investimenti, è necessario affidarsi a degli specialisti esterni, capaci di vagliare le tecnologie disponibili, gli investimenti e le autorizzazioni necessari soprattutto in base alle reali necessità dell’azienda. Ricevere più preventivi di diverse tecnologie di impianto, comporta la capacità tecnica di saperli leggere, mettendo a confronto le varie proposte e i vari business plan. Cogenerare significa poter produrre energia elettrica e termica. Per farlo però si possono usare vari combustibili, dal gas metano, alla biomassa organica, fino agli scarti della produzione di alcune industrie che, per inciso, diventano materiale utile al processo produttivo solitamente destinato allo smaltimento, diminuendo così i relativi costi.

Per vagliare tutte le soluzioni tecnologiche disponibili in base alle peculiarità di ciascuna azienda, è necessario condurre uno studio di fattibilità che possa individuare l’impianto più adatto da installare, calcolarne costi, investimenti e tempi di rientro, tenendo conto di eventuali incentivi, proiezioni di prezzo dei combustibili e loro disponibilità.

Alcuni parametri

Nel caso si abbia la possibilità di utilizzare gli scarti organici del processo produttivo, il costo dello scarto diventa una voce di ricavo, in quanto capace di generare energia. L’analisi della gestione degli scarti riesce ad identificare la quantità disponibile, così da poter alimentare costantemente il cogeneratore. Il dimensionamento dell’impianto sarà il risultato tra la disponibilità del combustibile che nel caso del biogas è rappresentato dalla disponibilità degli scarti, il fabbisogno energetico, l’investimento e i tempi di rientro. L’approfondita conoscenza delle normative di settore e l’interfaccia continua con gli enti coinvolti, sono imprescindibili per avere garanzie sulla fattibilità e l’efficacia dell’intervento.

Perché E4F?

Lo studio di fattibilità E4F è calato sulla realtà dell’azienda e tutti gli aspetti sono tenuti in considerazione per trovare la migliore soluzione possibile: i fabbisogni energetici, la qualità e la quantità degli scarti, la disponibilità degli spazi, l’iter autorizzativo, la possibilità di ricevere finanziamenti agevolati, il business plan con i tempi di rientro, la possibilità di ricevere incentivi alla produzione sia elettrica che termica, l’ammodernamento degli impianti esistenti sono solo alcuni degli aspetti che vengono considerati all’interno dell’analisi di fattibilità di E4F. Non va inoltre dimenticato che negli impianti per la produzione di biometano, le pressioni sono maggiori a 0,5 BAR, per cui la loro fabbricazione – costituita dalla progettazione e realizzazione – è soggetta alla direttiva PED, altra area di competenza di E4F.

Se sei interessato alla realizzazione di un impianto o ad un’analisi calata sulla tua realtà, contattaci. Metteremo a tua disposizione i nostri esperti per trovare la migliore soluzione in base alle necessità della tua azienda.